Alf–
ieri
oggi
Vittorio
di Pellegrino Delfino
Agar Teatro
con Alberto Brosio, Fabrizio Carosone,
Francesca Cepollini, Stefano Ferrero, Mario Li Santi, Anna Mastino,
Silvana Nosenzo.
Audio e luci: Alessandro Gallo e Nino
Perna.
Costumi: Gabriella Pedrotto
Regia: Pellegrino Delfino
“Già con il
titolo ho voluto mettere le carte in tavola. L’Alfieri storico,
ufficializzato, mitizzato, che la Tradizione non cessa di tramandarci
con quel suo perenne cipiglio e con quella sua boria gladiatoria “Volli…fortissimamente
volli!” è sublimamente insopportabile.
Non si
discutono né la sua arte di tragediografo né la sua tumultuosità
interiore e la caratteropatia che ne conseguì ( che lo rese inviso a
molti, e che solo ricchezza e nobiltà gli permisero di conservare, e mai
contenere).
Uomini come
l’Alfieri sono probabilmente prigionieri della propria storia per il
reale dolore del vivere che non riescono a sopportare; per contro, nel
mio testo v’è il tentativo visionario di liberarlo, come pure di
svincolarlo dagli stereotipi.
Difatti, nonché
trageda, l’Alfieri possedeva un acuto senso dell’ humor (soprattutto
quando prendeva di mira qualcuno) che, io credo, non poté sfruttare al
meglio, giacché troppo occupato a redigere le sue tragedie e a lottare
per le sue confessate ambizioni e smanie di Gloria.
Nello
spettacolo, Alfieri vive a Napoli (come, spesso, nella realtà storica)
tra servi e amici di umili condizioni dai quali pretende la lettura
della sua tragedia: Saul.
(Tranquilli:
non verrà mai letta, di fatto, salvo un solo verso, con
l’unica conseguenza di ingenerare gargantueschi qui pro quo!)
La messa in
scena, dunque, di qualcosa che sta per accadere ( la lettura, appunto,
di una sua tragedia), ma che non accadrà mai, per l’intervento
imprevedibile di scampoli di evenienze e pettegolezzi (in parte veri,
storici; tratti non solo dall’ Autobiografia che non dice tutta
la verità sull’Alfieri) che l’humus partenopea, prodiga di
chiacchiere e di ammiccamenti, sa provocare bonariamente sì da indurre
nell’uomo Alfieri una fertilità più allusiva, più segreta.
Un “clima”
napoletano che trasforma il conte Alfieri in un Vittorio senza maschera
tragica.”
Pellegrino Delfino
MODALITÀ
DI VENDITA
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